CIG
Il codice identificativo di gara rilasciato da ANAC: uno per ogni lotto.
Cosa conta in pratica
Dieci caratteri che accompagnano il lotto dal bando all'esito ai pagamenti. Con il CIG si ritrova la stessa gara su piattaforme diverse e si aggancia il vincitore al bando.
A cosa serve
Il CIG identifica una procedura, o un singolo lotto, nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici di ANAC. Lo acquisisce la stazione appaltante prima di avviare la gara: dal 2024 lo fa attraverso la piattaforma telematica su cui la gara si svolge.
Accompagna il contratto per tutta la sua vita: si ritrova nel bando, nell’esito, nel contratto e nei pagamenti. Per la tracciabilità dei flussi finanziari va indicato nelle fatture e nei bonifici legati a quel contratto.
CIG e CUP non sono la stessa cosa
Il CUP identifica il progetto di investimento pubblico, il CIG la singola procedura di gara. Un progetto con un solo CUP può avere più gare, e quindi più CIG: uno per i lavori, uno per la progettazione, uno per ogni lotto.
Gli errori tipici
Nelle gare a più lotti, indicare il CIG del lotto sbagliato nella documentazione o nell’offerta. Dimenticarlo in fattura: la pubblica amministrazione può respingere una fattura elettronica senza il CIG quando è obbligatorio.
Dove lo trovi in Polyfacto Tender
Nella scheda di gara; la ricerca in alto trova una gara dal suo CIG.
Riferimento: Codice dei contratti pubblici, D.Lgs. 36/2023. Non sostituisce il bando: in caso di dubbio fa fede quello.