DGUE
Il documento di gara unico europeo: l'autodichiarazione dei requisiti.
Cosa conta in pratica
Con il DGUE l'impresa dichiara di non trovarsi in cause di esclusione e di avere i requisiti richiesti. Le verifiche vere si fanno poi sull'aggiudicatario, attraverso il fascicolo virtuale dell'operatore economico.
Cosa si dichiara
Il DGUE è un modello europeo uguale in tutti gli Stati membri. Si compone di parti: le informazioni sull’operatore economico e su chi lo rappresenta, i motivi di esclusione (condanne, irregolarità fiscali e contributive, illeciti professionali), i criteri di selezione chiesti dal bando (requisiti di idoneità, capacità economica e tecnica) e le dichiarazioni finali.
In Italia dal 2024 è elettronico: si compila sulla piattaforma della gara, che spesso precompila i dati già noti.
Chi lo compila
Ogni impresa che partecipa. In un raggruppamento lo compila ciascuna impresa del gruppo; con l’avvalimento anche l’impresa ausiliaria, per i requisiti che presta. Il disciplinare dice se va compilato anche per i subappaltatori.
Gli errori tipici
Dichiarazioni incomplete sui motivi di esclusione, per esempio un episodio passato ritenuto irrilevante e non dichiarato: valutarlo spetta all’ente. Requisiti dichiarati in modo diverso da come li chiede il bando. Un DGUE mancante per una delle imprese del raggruppamento.
Una mancanza formale nel DGUE si può spesso sanare con il soccorso istruttorio; una dichiarazione falsa no, e porta all’esclusione.
Dove lo trovi in Polyfacto Tender
Si compila sulla piattaforma della gara.
Ne parlano le guide
Riferimento: Codice dei contratti pubblici, D.Lgs. 36/2023. Non sostituisce il bando: in caso di dubbio fa fede quello.