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Tender

Affidamento diretto: come farsi invitare dagli enti pubblici

Aggiornata il 6 ottobre 2026

Gli enti pubblici possono affidare i contratti più piccoli direttamente, senza bando. È la parte più grande del mercato pubblico per numero di contratti, ed è quella dove una piccola impresa ha più possibilità: ma bisogna farsi trovare prima.

Le soglie

Con il Codice dei contratti l’ente può affidare direttamente i lavori sotto i 150.000 euro e i servizi e le forniture sotto i 140.000 euro, anche senza consultare più operatori. Sopra queste soglie e sotto quella europea si usa di solito la procedura negoziata: l’ente invita un numero minimo di imprese, da cinque a dieci secondo l’importo.

Come scelgono gli enti

L’ente sceglie fra imprese con esperienza adeguata, spesso fra quelle iscritte al proprio albo fornitori o alla piattaforma che usa. Il principio di rotazione limita gli affidamenti consecutivi allo stesso fornitore: per questo gli enti hanno bisogno di fornitori nuovi negli elenchi.

Come farsi trovare

Iscriversi agli albi fornitori degli enti che comprano quello che fai, nelle categorie giuste, e tenere aggiornata l’iscrizione. Sulle piattaforme regionali e sul MePA indicare con cura categorie merceologiche e codici ATECO, perché è da lì che il sistema propone i fornitori agli enti.

Gli albi e gli avvisi di indagine di mercato si pubblicano sulla piattaforma dell’ente: un avviso di indagine di mercato è l’occasione per chiedere di essere invitati a una procedura. In Tender gli avvisi stanno insieme alle gare, e le pagine per regione dicono su quali piattaforme compra chi.

Quanto pesa l’affidamento diretto

Negli esiti che conosciamo, 87 contratti su 100 sono affidamenti diretti (1.952.027 su 2.240.748).

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